Consolidare le numerose esperienze di reti collaborative nel mondo della scuola

Nel mondo dell'istruzione da tempo sono riconoscibili numerose esperienze di reti tra scuole, aventi caratteristiche e finalità diverse, variamente diffuse nei diversi ambiti regionali. Gli esiti della ricerca condotta nel 2012 dall'Osservatorio sulla scuola dell'autonomia e promossa dalla Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, hanno confermato tale fenomeno, censendo 2.366 esperienze di rete tra scuole, che sono state clusterizzate in tre differenti tipologie: reti di scopo, reti di rappresentanza, reti miste.

Il lavoro d'indagine ha consentito di ricostruire un quadro composito delle best practice realizzate sul territorio, ma anche di evidenziarne la frammentarietà delle esperienze in relazione ad alcune aree del territorio nazionale, ed anche la fragilità dei meccanismi cooperativi che sostengono le scuole organizzate in rete.
Per le reti di scuole la normativa nazionale che intendeva promuoverle e sostenerle, e stata fatta propria da alcune Regioni. La regione Friuli Venezia Giulia, per esempio, ha definito con apposito D.Reg. un regolamento concernente criteri e modalità per il sostegno finanziario alle Reti di scuole, per progetti speciali di particolare rilevanza educativa e didattica per l'arricchimento dell'offerta formativa e per integrazione formativa con altri soggetti del territorio. Con lo stesso D.Reg. ha stabilito modalità di sostegno finanziario agli enti locali e agli organismi pubblici e privati senza fini di lucro, che realizzino in collaborazione con le istituzioni scolastiche progetti speciali di particolare rilevanza educativa e didattica. Anche in Emilia Romagna e Marche, leggi regionali prevedono la concessione di contributi condizionati alla costituzione in rete di Istituzioni scolastiche, su tematiche specifiche connesse all'arricchimento dell'offerta formativa.
Tab. Reti ScuoleL'analisi dei punti di forza e di debolezza che hanno segnato le esperienze di rete sinora condotte, e l'individuazione delle opportunità e delle criticità dei contesti socio-territoriali con i quali esse si confrontano, sicuramente potrà suggerire come valorizzare il loro ruolo nell'ambito delle possibili prospettive di sviluppo di nuovi assetti dell'istruzione . Ciò nel tentativo di far assurgere le esperienze di "rete" a modello di riferimento per l'intero sistema scolastico nazionale. Nella tabella che segue sono riportati i risultati di due diverse indagini ricognitive svolte al fine di dimensionare e analizzare il fenomeno delle reti di scuole sul territorio nazionale.  I risultati dell'indagine 2010 sono stati confrontati con quelli di una precedente rilevazione condotta 12 anni prima. I risultati delle due indagini non sono perfettamente comparabili perché ottenuti con metodiche differenti.

Lo sviluppo di "iniziative associate" nel mondo della scuola è stata da sempre considerato una condizione imprescindibile per il successo del disegno riformatore riguardante l'autonomia scolastica . Tale affermazione discende da una serie di considerazioni :
• le politiche scolastiche e i servizi formativi sono il più delle volte l'esito dell'intervento di una pluralità di soggetti, interni ed esterni al sistema scolastico; la qualità dei risultati ottenuti dipende non solo dall'azione di ciascun soggetto, ma dal livello di coordinamento e integrazione esistente nella rete
• il valore dei servizi formativi e la possibilità di un loro arricchimento in molti casi dipendono dalla capacità delle scuole di coinvolgere gli altri soggetti sociali
• la dimensione media di un Istituto scolastico non fornisce la "massa critica" utile per gestire al meglio una serie di attività; l'aggregazione consente di coniugare i vantaggi della piccola dimensione con le economie di scala consentite dalla rete, sia nella produzione e diffusione di conoscenze, che nell'ottimizzazione dell'uso delle risorse
• più in generale, l'integrazione è una garanzia rispetto ai rischi di chiusura autoreferenziale che le scuole, come tutte le organizzazioni, continuano a correre.
Nel corso della ricerca è emerso come anche nelle esperienze di altri paesi europei si registri un'importante presenza di tali forme associative, pur in assenza di specifiche normative regolatrici del fenomeno delle reti e delle partnership tra istituzioni scolastiche, la cui disciplina, pertanto, è attribuita nella maggior parte dei casi alla stessa autonomia scolastica. Anche le istituzioni UE hanno, più volte e in varie forme, stigmatizzato l'importanza strategica degli strumenti di cooperazione orizzontale tra scuole e, di conseguenza, sostenute politiche d'incoraggiamento delle reti scolastiche.
Un'attenzione che nasce evidentemente dalla consapevolezza diffusa che data la complessità assunta dai sistemi scolastici, occorra, oltre ad una governance sovraordinata, anche e soprattutto una fitta rete di connessioni trasversali tra i soggetti operanti nella periferia del sistema, mettendo in collegamento realtà e situazioni diverse, risorse e organizzazioni, competenze e capacità. Connessioni che si sviluppano su aree geografiche estese, non necessariamente locali, se non addirittura sovranazionali, assecondando uno scenario d'integrazione europea nella libera circolazione delle conoscenze, delle persone, e delle opportunità di lavoro. Esemplari sono le esperienze realizzate tramite la rete e-twinnings, che ha consentito il gemellaggio elettronico tra scuole europee e lo sviluppo di partenariati pedagogici innovativi grazie all'applicazione delle ITC : una naturale evoluzione delle esperienze d'integrazione multiculturale, le quali avevano sinora coinvolto con successo, tramite Intercultura e i programmi Erasmus, gli studenti prima ancora che le istituzioni educative.
Dalla ricerca qualitativa condotta tramite focus, sono emerse essenzialmente tre tipologie di rete alle quali corrispondono altrettanti modelli di funzionamento:
reti progetto: sono le reti storicamente più diffuse, formate da istituti che condividono un obiettivo specifico, spesso finanziato "ad hoc", da conseguire entro un percorso temporale definito, e attorno al quale si costruisce una forma di cooperazione lavorativa (il progetto). Normalmente conseguito l'obiettivo prefigurato, la cooperazione lavorativa si estingue, sempre che la rete non riesca a ridefinire nuovi compiti e nuovi obiettivi, rispondendo ogni volta ai rinnovati bisogni delle scuole.
reti direzionali: sono reti che si nascono prevalentemente per soddisfare l'esigenza associativa dei Dirigenti Scolastici, prima ancora che essere destinate a condividere gli sforzi su processi di lavoro o obiettivi comuni. La rete intesa come luogo di confronto, come forma di rappresentanza verso l'esterno e come modalità per accrescere la forza contrattuale.
reti gestionali: sono reti che raggruppano gli istituti in funzione del territorio o per affinità. Esse sono formalizzate spesso tramite un accordo di programma, attorno ad alcune macro-finalità tese a produrre sinergie nella gestione di alcune problematiche didattiche o gestionali, che possono interessare tutti o una buona parte dei membri della rete. In funzione della specificità dei temi da affrontare sorgono gruppi di lavoro formati da referenti dei diversi istituti interessati.
Spesso la modalità prescelta per strutturare la collaborazione in rete tra le scuole è stata l'"accordo di rete", con l'individuazione di un Istituto capofila. Una modalità "poco" impegnativa , estremamente rispettosa delle autonomie delle scuole aderenti, appropriata alle regole di contabilità pubblica alle quali le scuole sono abituate, che non richiede una particolare competenza gestionale di quanti operano nel settore amministrativo scolastico. Di contro, altre forme giuridiche (p.e. associazione, consorzio, società di servizi compartecipate) sono più rare, poiché si ritiene conducono a una gestione privatistica considerata più difficile da gestire in armonia con il bilancio della scuola e con le attuali procedure ministeriali riguardo alle forme normativo - contrattuali che regolano l'assegnazione delle risorse umane e finanziarie.
I focus hanno anche evidenziato come spesso gli enti locali (province, comuni o comunità montane) abbiano contribuito a promuovere o farsi parte attiva nella costituzione di reti di scuole, comprendendone evidentemente il loro ruolo a vantaggio del sistema socio educativo locale.
Le "reti" nel mondo della scuola sono non solo "materiali", ma molto spesso "culturali e professionali", ovvero forme collaborative finalizzate a sostenere lo sviluppo e la qualificazione della dimensione professionale che deve caratterizzare chi ha la responsabilità di operare nel sistema dell'istruzione.
E in questa categoria rientrano a pieno titolo anche altre numerose esperienze associative dei genitori o degli studenti, che talvolta abbiamo trovato pienamente coinvolte anche all'interno delle reti di scuole. Anche le associazioni professionali tra docenti – seppure ancora poco diffuse nello scenario italiano - rappresentano esperienze altrettanto rilevanti per la vitalità del sistema dell'istruzione, poiché hanno "in nuce" la caratteristica di essere "comunità di pratiche" trasversali rispetto agli interessi dei singoli Istituti o di specifici ambiti geografici. La constatazione sulla scarsa diffusione in Italia di reti professionali e/o disciplinari meriterebbe un ulteriore approfondimento riguardo all'attuale identità professionale dei docenti.

Riferimenti:

- Il presente contributo è stato pubblicato su  Astrid Rassegna, n° 222, aprile 2015

- Una precedente ricognizione sulle reti di scuole in Italia fu condotta nel 1998-1999 per il Ministero dell'Istruzione, nell'ambito del Progetto P.I.C.T.O., i cui esiti sono riportati nel Rapporto di ricerca "La pubblica istruzione-rete" coordinato da M. Carbognin e D. Oliva, marzo 1999 (http://www.aetnanet.org/download/PICTO/MPI-Picto-rete-18.pdf). In quella sede furono censiti 1.215 accordi di integrazione e/o collaborazione, tra reti di scuole e progetti in rete (Indagine non campionaria, svolta tramite questionario semi-strutturato somministrato ad Istituzioni scolastiche individuate tramite Istituzioni ed Associazioni operanti sul territorio. Il dato è quindi riferibile al numero di questionari pervenuti compilati).

- Il totale della copertura raggiunta ammonta a 6052 ISA, delle quali 1773 hanno dichiarato di far parte di almeno una rete di scuole.
- E. Nunziata, "Nuovi assetti dell’istruzione pubblica, reti di scuole, e modalità per aggregare, integrare, rappresentare le scuole""Nuovi assetti dell’istruzione pubblica, reti di scuole, e modalità per aggregare, integrare, rappresentare le scuole"  , in Rapporto di ricerca “Istituzioni scolastiche, autonomia e reti di scuole”, Osservatorio sulla scuola dell’autonomia, Centro di ricerca sulle amministrazioni pubbliche “Vittorio Bachelet” dell’Università Luiss,  Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, febbraio 2012
- E. Nunziata, " Il sistema dell’istruzione come rete estesa governata", in F. Bassanini e V. Campione (a cura di) " Istruzione bene comune", Passigli Editori, Firenze, 2011
- Vedasi cap. 2 "Analisi qualitativa delle best Practices: organizzazione e relazioni con il territorio", in rapporto di ricerca "Istituzioni scolastiche, autonomia e reti di scuole", Osservatorio sulla scuola dell'autonomia, Centro di ricerca sulle amministrazioni pubbliche "Vittorio Bachelet" dell'Università Luiss, Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, febbraio 2012

Tags: cooperative working, team, reti, riforma delle P.A. e spending review, Eugenio Nunziata

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