Per un nuovo Patto Sociale sulla produttività e la crescita

Oggigiorno, in un contesto come quello italiano, la crescita della produttività può scaturire solo da due condizioni:
- eliminazione delle posizioni di rendita, indispensabile per incentivare gli investimenti produttivi;
- investimenti nelle nuove tecnologie, nel capitale organizzativo e nello sviluppo delle competenze.
Se la prima condizione è il presupposto, la seconda offre le moderne ‘chiavi’ per dischiudere la dinamica della produttività. In aggiunta, è ormai largamente documentato il grande impatto sulla produttività delle cosiddette ‘nuove pratiche di lavoro ad alta performance’ (NPL), pratiche che devono essere adottate 'in grappolo’ (non singolarmente e isolatamente l’una dalle altre) se si vogliono ottenere risultati positivi, e che includono fra le altre coinvolgimenti e ‘buone’ relazioni industriali.
Vi invito a leggere un documento che circa 40 economisti ed aziendalisti hanno redatto nel settembre 2006. Il documento è rintracciabile come allegato all'articolo 23-04-2007 - Un patto per modernizzare il lavoro Luca Solari ed Edoardo Della Torre - Lavoce.info - Innovazione e Ricerca.

L’introduzione delle cosiddette NPL avviene attraverso la riorganizzazione dei luoghi di lavoro, che si concretizza in una serie di cambiamenti tanto nel capitale fisico (investimenti in nuove tecnologie, ICT) quanto in quello organizzativo (organizzazione per processi piuttosto che per funzioni, riduzione dei livelli gerarchici e generale processo di decentramento dei poteri verso i livelli medio-bassi: maggior coinvolgimento dei singoli lavoratori e dei rappresentanti sindacali, lavoro di squadra, aumento della responsabilità e della conseguente discrezionalità a livello mediobasso, formazione di tipo cognitivo e relazionale, incentivi legati all’apprendimento).

Gli investimenti nel capitale organizzativo danno luogo ad un processo virtuoso di sviluppo delle competenze, innescato dagli apprendimenti che si realizzano nell’ambito di ‘comunità di pratica’ al cui interno si fa largo ricorso alle conoscenze
‘tacite’ possedute dai lavoratori.

Il fulcro di questo nuovo approccio è però costituito dalla stretta complementarità tra investimenti in beni tangibili (nuove tecnologie) e intangibili (nuove pratiche di lavoro), da cui scaturisce la maggior propulsione alla crescita della produttività e della performance.
E uno dei presupposti degli investimenti nel capitale organizzativo è costituito dalla stabilità dei rapporti di lavoro, indispensabile per un maggiore coinvolgimento dei lavoratori nei processi di decisione e di gestione del cambiamento. .......

Ma per cogliere appieno le complementarità occorre lungimiranza e persistenza, poiché gli incrementi di produttività si manifestano in modo significativo solo dopo alcuni periodi dall’avvio di un pacchetto integrato di cambiamenti. E solo incrementi significativi di produttività sono in grado di far incamminare l’impresa, e il sistema industriale nel suo complesso, lungo la strada del contenimento dei costi, dell’aumento della competitività e contemporaneamente di una crescita dei salari reali, in quanto si tratta di incrementi che derivano da uno sviluppo del capitale intangibile che si dimostrano duraturi proprio e perché questo è un patrimonio difficilmente imitabile dai concorrenti, quantomeno nel breve-medio periodo.
Il grave problema di produttività di cui il nostro apparato soffre è il risultato non solo di infrastrutture inefficienti ma anche, e soprattutto, di una ‘trappola’ culturale che vede nella tecnologia il principale o l’unico marchingegno della performance. Le macchine, per quanto sofisticate, non possono sostituire la volontà, le conoscenze e l’applicazione di chi le utilizza. ......
I rappresentanti dei lavoratori e le organizzazioni sindacali possono giocare un doppio ruolo nel favorire la costruzione di una organizzazione ‘internamente’ flessibile nelle imprese:
- da un lato, i lavoratori possono rendersi disponibili nei confronti dei programmi di
riorganizzazione e di coinvolgimento, a patto che le organizzazioni sindacali proteggano le loro prospettive occupazionali e di carriera;
- dall’altro, le negoziazioni e gli accordi con i manager aziendali possono rendere l’introduzione delle nuove pratiche lavorative meno costosa, dal momento che non c’è la necessità di trattare e di vincere la resistenza al cambiamento di ogni singolo lavoratore. .....
I contenuti del «Patto» non debbono individuare una precisa configurazione dei luoghi di lavoro, da applicarsi ad ogni impresa o stabilimento (idea priva di senso), quanto un insieme di requisiti minimi
- un protocollo organizzativo
- che i luoghi di lavoro debbono soddisfare, cui si devono aggiungere le linee di formazione specifica necessarie a dare attuazione e a garantire nel tempo l'osservanza del protocollo.

Le indicazioni a livello generale devono costituire la cornice all’interno della quale – a livello decentrato – gli attori si impegnano a negoziare gli elementi organizzativi di ambiamento da implementare, e ad individuare il protocollo lavorativo/comportamentale specifico dell’impresa (il come fare, piuttosto del cosa fare), per favorire lo sviluppo delle competenze, condizione indispensabile per la costruzione di un vantaggio competitivo dinamico e duraturo.

Tags: contesti di lavoro per l'innovazione

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