Trasformazione digitale e data analytics

La sfida sta nell’evolvere dalla gestione dei sistemi informativi al governo dell’organizzazione digitale, puntando sempre più sui dati. I dati e i servizi devono cogliere l’obiettivo, tecnologicamente alla portata, di cambiare in meglio la vita delle persone.
Occorre essere consapevoli che le numerose criticità di natura organizzativa, operativa e tecnologica di molte amministrazioni, connesse a un modello organizzativo ramificato sul territorio, rischiano nel medio e lungo termine di impedire il mantenimento dei necessari livelli di servizio e di qualità.

La scelta di una profonda revisione in chiave digitale del modello operativo, abilitando nuovi canali e strumenti al passo con le più moderne tecnologie dell’informazione (es. portale, app, mobile) è divenuta ormai improcrastinabile, limitando così i servizi erogati attraverso canali fisici alle sole casistiche che richiedono la prossimità all’utente finale.
Ciò è tanto più necessario in considerazione della progressiva riduzione degli organici nelle Amministrazioni, ma soprattutto in ragione del fatto che la domanda di servizi si evolve ormai con eccezionale rapidità, richiedendo sempre maggiore facilità e rapidità di accesso agli stessi, nonché livelli più elevati di personalizzazione.Fig inail Service Control Room
Inoltre, rispetto al passato cambia sempre più rapidamente anche il contesto di riferimento e le modalità di interazione tra enti pubblici e tra pubblico e privato. Si pensi ad esempio ai programmi dell’Agenda Digitale Italiana, dal Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), a Pago PA, all’Anagrafica Nazionale della Popolazione Residente (ANPR).

La trasformazione digitale passa imprescindibilmente attraverso un preventivo ripensamento, complessivo e organico, di strategie, processi, organizzazione e strumenti a supporto. Senza tale ripensamento, si rischia di ottenere solo la mera informatizzazione dell’inefficienza.

Per questo motivo occorre evolvere dalla gestione dei sistemi informativi al governo dell’organizzazione digitale.

La gestione dei dati è uno dei principali driver evolutivi. La centralità dei dati nello sviluppo del processo di digitalizzazione conduce alla definizione di direttrici strategiche dedicate all’Information & Analytics, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio informativo al fine di estrarre dai dati informazioni e conoscenza da mettere a disposizione delle funzioni di business a beneficio di “decisioni rapide e consapevoli”, per supportare in maniera ottimale i processi aziendali e indirizzare al meglio gli investimenti.
A livello organizzativo, ciò si traduce con l’opportunità di poter sviluppare, le metodologie e le analisi dei dati finalizzate ad indirizzare le funzioni aziendali competenti verso il miglioramento o la ridefinizione dei processi organizzativi.

La valorizzazione del patrimonio informativo implica il consolidamento della data governance, l’integrazione del patrimonio con fonti esterne, il ridisegno dei modelli e dell’architettura dei dati, il master data management, la data quality, la razionalizzazione degli ambienti di memorizzazione, l’adeguamento degli strumenti di analisi dei dati, il potenziamento degli open data e la convergenza dei molteplici cruscotti informativi.
Ciò rappresenta il presupposto per una profonda revisione della gestione della business intelligence, attraverso la selezione e l’adozione di nuove piattaforme abilitanti all’utilizzo di tecnologie Big Data, nonché di procedere nella riprogettazione dei sistemi di monitoraggio in logica multidimensionale.

Un sistema di gestione digitale data-centrico, richiede un forte impegno formativo e organizzativo, diretto alle strutture amministrative e di business, finalizzato alla migliore comprensione delle potenzialità dell’utilizzo dei dati resi disponibili in modo strutturato attraverso modelli e sistemi di data governance.

Esiste ancora un problema culturale nell’approccio alla conoscenza e alla misurazione che richiede il superamento di richieste estemporanee con un coinvolgimento sistematico delle strutture di business.
Il tema diventa, dunque, non solo tecnico, in quanto l’IT ne rappresenta solo una componente, ma culturale e collaborativo in quanto tutti devono concorrere allo sviluppo di un glossario comune e di ontologie che si raccordino tra loro.
Le persone e le loro competenze rappresentano un fattore determinante per accompagnare e gestire la trasformazione di un’organizzazione, e costituiscono quindi uno dei principali punti di riflessione per portare a regime il nuovo modello digitale.

La trasformazione digitale richiede un ripensamento non solo delle modalità di erogazione dei servizi, ma anche dell’organizzazione e dei processi, imponendo la necessità di porre attenzione alle competenze necessarie.
Ripensare una organizzazione in ottica digitale se, da un lato, riconosce all’IT un ruolo centrale (non più centro di costo ma generatore di valore per l’organizzazione), dall’altro richiede il coinvolgimento di tutte le altre strutture e allo stesso tempo un cambiamento culturale profondo, in cui le competenze di tutte le professioni, soprattutto quelle legate al business, sono coinvolte nel processo di rinnovamento. Il percorso di trasformazione digitale rende indispensabile, tra l’altro, mettere insieme competenze e culture considerate finora assolutamente eterogenee, quali appunto le competenze tecniche con quelle organizzative con lo scopo di percorrere processi virtuosi di innovazione.

Per l’attuazione del nuovo approccio strategico occorre procedere alla coerente revisione in chiave digitale dei processi e dell’organizzazione, partendo da quelli di supporto (back end) per poi estendere l’approccio all’ambito istituzionale (front end). Nel fare ciò, un elemento chiave è il passaggio dalla gestione di documenti e procedure amministrative alla gestione di dati in logica algoritmica. Tanti esempi nel privato, da Amazon a Google giusto per citare i più eclatanti, rendono chiaro il valore aggiunto di tale approccio.
Tutto ciò poggia ovviamente su infrastrutture tecnologiche che occorre manutenere e fare evolvere costantemente, in linea con le esigenze espresse dall’utenza, cercando di eliminare ed evitare inutili ridondanze.

Anche l’“infrastruttura umana” necessita di continua attenzione e valorizzazione, curando attraverso una formazione mirata e adeguate politiche gestionali, la crescita e l’aggiornamento delle competenze digitali del personale. Questo non è un tema da confinare ai soli addetti all’ICT, ma interessa i lavoratori di tutte le aree di attività di una Amministrazione.

Infine, è bene ricordare che un ulteriore elemento abilitante della strategia digitale è il ricorso agli strumenti e al supporto di un partner terzo e specializzato per il procurement IT. Questa scelta va nella direzione di adottare soluzioni innovative e personalizzate sulle specifiche esigenze, e attuare strategie di lungo termine finalizzate alla limitazione dei lock-in con principali Vendor, peraltro in totale sintonia con le ultime linee guida dell’ANAC e, sui temi del vendor management e del rating dei vendor, dando attuazione “anticipata” alle recenti indicazioni dell’AgID sul monitoraggio.

Tags: organizzazione e processi, change management, riforma delle P.A. e spending review

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