Innovazione architetturale, bundling, e convergenza tecnologica. Effetti sulle competenze organizzative delle imprese

Il vantaggio competitivo delle imprese è strettamente connesso alla capacità di gestire un processo di innovazione continua. Ciò significa fare scelte coraggiose che valorizzino e sviluppino le risorse e le conoscenze aziendali, creando e/o accedendo a nuove competenze, e/o riconvertendo quelle esistenti. Il modello di classificazione delle innovazioni di Henderson & Clark, ci consente di fare alcune considerazioni a partire da due esempi di importanti cambiamenti tecnologici: la notevole diffusione delle tecnologie Internet based, e la convergenza delle evoluzioni di tecnologie diverse.

Henderson & Clark, accanto alla tradizionale distinzione tra innovazione radicale e innovazione incrementale, introducono le categorie di innovazione modulare e innovazione architetturale.
Le innovazioni modulari riguardano esclusivamente le singole parti componenti del prodotto, mentre le innovazioni architetturali riguardano essenzialmente il cambiamento delle modalità attraverso cui si interfacciano le differenti parti componenti del prodotto. In quest’ultimo caso, sono richieste due tipi di conoscenza: la conoscenza relativa a ciascun componente del prodotto e la conoscenza relativa al modo in cui si interfacciano questi componenti.

Secondo Henderson e Clark, mentre le innovazioni incrementali rinforzano le competenze già esistenti in azienda, nel caso di innovazioni radicali ed architetturali si possono avere effetti diversi che vanno opportunamente governati. Le innovazioni architetturali mettono in discussione, non tanto le conoscenze specialistiche, quanto la conoscenza architettonica.Fig Picasso Meninas

Esse costituiscono un fenomeno meno dirompente, ma non per questo meno invasivo, le cui implicazioni sul sistema delle competenze aziendali nella maggior parte dei casi sono, tuttavia, ignorate o sottovalutate dalle imprese. Questo accade in quanto le conoscenze architetturali tendono a radicarsi nella struttura e nei processi operativi delle imprese che, quindi, hanno difficoltà a riconoscere il rischio derivante dalla loro obsolescenza. I mutamenti del modo in cui si combinano le parti componenti del prodotto rendono obsolete le competenze architettoniche e, di conseguenza, le competenze organizzative esistenti, rendendole inadeguate a supportare la nuova situazione.

L’innovazione architetturale, pertanto, richiederebbe interventi nei rapporti di relazione fra i differenti soggetti coinvolti nell’implementazione della stessa, a partire dai criteri di specializzazione e coordinamento, all’individuazione di nuovi ruoli, all’impostazione di nuovi flussi informativi. In altre parole, emerge la necessità di valutare l’opportunità di intraprendere azioni che incidano sulle singole variabili organizzative (struttura, cultura, skill, meccanismi operativi), al fine di generare nuove competenze integrative, che supportino il processo di modifica dei legami tra i componenti del prodotto nel modo desiderato.

In tali situazioni, tuttavia, è frequente una fisiologica resistenza al cambiamento, che tende ad annichilire la ricerca di possibili soluzioni alternative. Prende cioè il sopravvento il cristallizzarsi delle routine, che rappresentano il modus operandi, l’habitus in cui l’impresa tende a riconoscersi e che talvolta le impedisce perfino di percepire la necessità dei cambiamenti organizzativi che dovrebbe attuare per implementare le specifiche innovazioni architetturali richieste dal mercato. Le conseguenze generalmente si manifestano nel tempo, quando le imprese, inaspettatamente, sono superate e sopraffatte dai concorrenti e talvolta costrette a capitolare.
Ed è così che imprese di successo hanno visto decadere la loro leadership, come nel caso di Xerox, leader nel campo delle fotocopiatrici, che a metà degli anni Settanta fu sorpassata da competitor di minori dimensioni.

L’introduzione di innovazioni architetturali è particolarmente frequente per le imprese che adottano tecnologie Internet based, in quanto abilitanti l’attuazione di cambiamenti soprattutto nei legami fra le parti componenti del prodotto, piuttosto che su ciascuna di esse.
Il singolo prodotto fisico non è più l’elemento principale per differenziare l’offerta; accanto allo stesso l’impresa offre pacchetti di prodotti e/o di servizi, realizzati internamente e/o acquistati da terzi - il cosiddetto bundling - la cui combinazione ha un ruolo significativo nella gestione delle relazioni con la clientela, per esempio:

  • nei servizi transattivi, come l’e-commerce, dove si rende possibile la transazione da tutti i punti di vista, dal bundling di prodotti, alle scelte distributive clicks & mortar, al sistema di pagamento
  • nei servizi informativi, con l’offerta di contenuti tecnici, formazione, approfondimenti tematici, comparative shopping
  • nell’offerta di prodotti di entertainment, con un bundling di contenuti ludici, gaming,chatting, etc.
  • nei servizi di appartenenza, tipico dei social e delle comunità virtuali

Pertanto, per le imprese Internet based, siano grandi o piccole, incumbent o pure player, organizzarsi per intraprendere e presidiare costantemente l’innovazione architetturale risulta una scelta irrinunciabile. Questo comporta la capacità di interagire con molteplici soggetti, interni ed esterni, mettendo a punto adeguate soluzioni organizzative, dotate di caratteristiche di flessibilità ed elasticità, tali da sfruttare adeguatamente le potenzialità di connessione offerte dalla rete.
La capacità di competere in rete, più che sul contenuto e sull’infrastruttura tecnologica, si manifesta sul contesto, il luogo virtuale in cui i diversi contenuti sono combinati e coordinati attraverso le capacità relazionali, organizzative e gestionali dell’impresa che lo governa.

Estendendo l’analisi dal concetto di innovazione tecnologica in senso stretto al concetto di innovazione tecnologica in senso lato, facendo riferimento ad un concetto di tecnologia à la Porter, quale combinazione di input, materiali, immateriali, relativi a qualsivoglia area aziendale (finanza, marketing, R&S) per dar luogo a specifici output, anch’essi dei più vari (artefatti fisici, procedure, tecniche di selezione del personale, sistemi di produzione), la questione assume una rilevanza estremamente più ampia. In questo caso ci si riferisce, infatti, non soltanto all’innovazione di prodotto, ma all’innovazione del business aziendale tout court.

Ne consegue che l’innovazione architetturale, applicando il modello di Henderson e Clark, si riferisce alle competenze integrative e, quindi, al modo in cui si combinano le differenti competenze specialistiche e processuali.

Focalizzandosi sugli effetti delle innovazioni radicali sulle competenze organizzative, è utile soffermarsi sulle conseguenze connesse alla convergenza delle evoluzioni di tecnologie diverse, fenomeno che caratterizza sempre più lo scenario attuale.

Un interessante esempio al riguardo è offerto dal settore farmaceutico. I cambiamenti più significativi nelle strategie di ricerca di nuovi farmaci si sono verificati con l’avvento delle scienze “omiche”. In particolare, la genomica, la post genomica e la proteomica, insieme alle nuove tecnologie informatiche, stanno manifestando effetti dirompenti sulla creazione di nuova conoscenza biologica. Le prime agiscono in particolare sulla generazione di un’elevata mole di dati, fungendo da vero e proprio modello predittivo conoscitivo.

Tale trend è connesso allo sviluppo congiunto di più fenomeni (raffinati algoritmi, integrazione di dati e di piattaforme tecnologiche), che favoriscono ed accelerano il processo di trasformazione di dati in conoscenza. I progressi in tale direzione sono orchestrati dalla bioinformatica, scienza multidisciplinare, al crocevia tra biologia chimica, matematica, fisica ed informatica, che analizza l’informazione biologica con metodi computazionali, al fine di formulare ipotesi sui processi della vita.

Per quanto riguarda le ricadute di carattere organizzativo, bisogna intervenire sui ruoli specifici e di interfaccia fra i vari dipartimenti della R&S, al fine di creare una cultura di cooperazione ed interazione. A questo riguardo, un aspetto su cui è necessario intervenire riguarda il sistema delle competenze. Le evoluzioni di cui sopra, infatti, richiedono che i ricercatori, accanto alle tradizionali competenze, in primo luogo posseggano nuove competenze scientifiche (genomica, proteomica e bioinformatica) e, in secondo luogo, sviluppino idonee competenze integrative e relazionali. Questo significa imparare a lavorare insieme ad esperti di altre aree tecnologiche (informatica, robotica, microfabrication), al fine di far convergere l’uso delle differenti conoscenze rispetto ad un obiettivo comune.

Riferimenti

- Migliaccio M.. Innovazione architetturale ed innovazione radicale: effetti sulle competenze organizzative delle imprese, Sinergie, n° 67/2005
- Henderson R.M., Clark K.B., Architectural innovation: the riconfiguration of Existing
Product Technologies and the Failure of Established Firms, in Administrative
Science Quaterly, 35, 1990.

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