Il riconoscimento tramite webcam

Fino ad oggi ‘riconoscere’ significava farsi identificare con certezza e tramite riscontro con un documento di identità valido da un pubblico ufficiale o da funzionari incaricati direttamente da una Certification Authority. Ora non è più l’unica possibilità. È stato recentemente approvato da AgID, il “riconoscimento tramite webcam”. Nonostante il brevetto sia di recente attuazione, vi sono già numerosi casi d’uso che vanno oltre la semplice vendita di firme digitali: molte banche online, ad esempio, usano il riconoscimento webcam al fine di aprire e gestire un conto corrente in totale sicurezza e con pieno valore legale.

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Aged workforce: una “via mediterranea” per le politiche HR

L’affannarsi delle riflessioni organizzative, gestionali, psicologiche e sociologiche sul tema della gestione del personale over 55, trova una sua ragion d’essere nei profondi rivolgimenti in tema di previdenza, che hanno allontanato (e di molto) età e requisiti contributivi per l’ottenimento della pensione, facendo uscire prepotentemente la riflessione sull’ ”ageing” dai recinti del dibattito accademico, fino ai tavoli delle Direzioni del Personale delle Aziende, nonché tra gli “alert” dei cruscotti strategici dei Direttori Generali e degli Amministratori Delegati.

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Caro Promotore, il tuo sostituto è un robot

In questi giorni stanno cominciando a diffondersi messaggi pubblicitari che promuovono il cosìddetto robo-advisory, ossia la consulenza finanziaria completamente automatizzata e fornita via web. CheBanca! e MoneyFarm sono i primi esempi concreti in Italia. Dal punto di vista organizzativo, la cosa interessante è che questo processo di introduzione della tecnologia riguarda più che la fase di selezione e monitoraggio dell'andamento dei titoli e dei fondi (da tempo disponibile per i grandi operatori finanziari e, indirettamente, per i propri clienti), la fase di ascolto e cura del cliente.

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Le rigidità flessibili dell'HRM giapponese

Il Giappone viene spesso ricordato per le caratteristiche peculiari del suo sistema di Human Resource Management. In particolare, il cosiddetto contratto di “impiego a vita” (life-term employment) è richiamato ancora come un caso estremo nel contesto internazionale di relazioni industriali, per la “fidelizzazione” reciproca fra lavoratore ed azienda.

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Anche la formazione deve essere Lean

Il contesto della formazione è cambiato e ha reso anacronistici gran parte degli approcci alla formazione più in voga nell'ultimo decennio del secolo scorso: lunghi percorsi di sensibilizzazione, socializzazione e cooptazione legati ai momenti chiave della carriera (neo assunto, supervisore, quadro, dirigente); programmi, articolati su decine di descrittori e volti a colmare gap di competenza tecnica e gestionale; corsi per il potenziamento delle soft skill (come comunicare meglio, come lavorare in team, come negoziare,...).

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La diagnosi delle politiche di active ageing in azienda

La relazione tra età e prestazione. Fuori dai luoghi comuni

La relazione fra andamento della prestazione e la crescita dell’età-anzianità del personale è da sempre controversa. La convinzione diffusa è che all’aumentare dell’età anagrafica, il livello della performance diminuisca, in quanto gli aged worker risultano avere difficoltà a gestire e adattarsi al cambiamento, hanno performance decrescenti e inferiori al necessario, sono incapaci di assimilare e allinearsi alle nuove tecnologie, hanno costi maggiori e comunque più alti rispetto ai giovani.

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Nella testa delle persone

Accade spesso, soprattutto nelle aziende che producono servizi - in particolare quelli ad alto contenuto di lavoro professionale - che non sia facile riconoscere le concatenazioni di attività che definiscono i processi di lavoro. Essi appaiono frammentati, non evidenti, talvolta nascosti, liberamente interpretati di volta in volta a seconda dell’esperienza o del profilo di competenza delle persone coinvolte, e delle prassi consolidatesi in ciascuna ambito dell’impresa.

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Lo sviluppo non lineare sulle skill complementari delle persone

Al volgere del millennio, l’attenzione degli studiosi, accademici e consulenti, si è rivolta verso una concezione significativamente originale e differente dello Sviluppo delle Persone nelle Organizzazioni. Piuttosto che lavorare sui gap, sulle lacune da colmare, sui deficit da superare, ha posto l’attenzione sui punti di forza, sulle aree di eccellenza, a partire dalle quali far evolvere le persone verso più elevati traguardi.

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